Il Premio Kyle Phillips 2025 ad Alessandra Piubello

Consegnato oggi in occasione di PrimAnteprima il riconoscimento istituito
dall’Associazione Stampa EnoGastroAgroAlimentare Toscana – ASET, in nome del giornalista prematuramente scomparso, che aveva raccontato il vino con originalità e senza pregiudizi.

Il premio è patrocinato dall’Ordine dei Giornalisti della Toscana

Ad Alessandra Piubello, giornalista, scrittrice e curatrice della Guida Oro I Vini di Veronelli, il “Premio Kyle Phillips 2025, riconoscimento istituito da Aset (Associazione Stampa EnoGastroAgroAlimentare Toscana) nel 2014 per ricordare l’amico e collega prematuramente scomparso. La consegna è avvenuta oggi, venerdì 13 febbraio, a Firenze, in occasione di PrimAnteprima, l’evento della Regione Toscana che inaugura la Settimana delle Anteprime del Vino Toscano 2026.

Il premio, patrocinato dall’Ordine dei Giornalisti della Toscana, è destinato al giornalista di settore che, attraverso articoli e servizi pubblicati nel corso dell’anno, a giudizio dei giornalisti associati ad Aset, abbia meglio rappresentato il modo di fare informazione a 360° che fu di Kyle Phillips: mancanza di pregiudizi, costante curiosità professionale, serenità di giudizio, voglia di esplorare, franchezza, brillantezza nello scrivere e sobrietà nel comportamento.

Ad esprimere il nome della collega premiata, quest’anno, una commissione composta dai soci Aset e coordinata da Marzia Morganti. Alla premiata, un soggiorno in un territorio del vino toscano grazie alla partnership con il Movimento Turismo del Vino Toscana, presente alla premiazioni con la Presidente, Anastasia Mancini.

Giornalista, scrittrice e degustatrice professionista, Alessandra Piubello è l’unica curatrice donna di una guida di vini pubblicata in Italia, la Guida Oro I Vini di Veronelli. Collabora con le più importanti riviste di settore nazionali e internazionali. La sua professionalità nel mondo del vino si sviluppa in oltre vent’anni di attenta, continua e appassionata attività, supportata da studi (AIS, WSET, Università di Bordeaux), dall’aver ‘camminato tante vigne’ e dall’aver assaggiato innumerevoli vini. Autrice di reportage di turismo enogastronomico dall’Italia e dall’estero, viaggia alla ricerca di prodotti d’eccellenza con focus sul vino, senza però trascurare la ristorazione e l’ospitalità. Ha lavorato per 15 anni come ispettrice per la Guida Ristoranti de L’Espresso ed è autrice di alcuni libri. È membro di prestigiose associazioni di settore nazionali e internazionali e presenza costante nei più importanti concorsi enologici al mondo come presidente di giuria. Da quest’anno è diventata Regional Chair ai Decanter World Wine Awards.

«Vino e cibo: la prima università è stata l’infanzia. Mio padre: il vino. Papà era un artigiano di origine contadina, il suo guantificio in Valpolicella era il mio universo: filari di viti per fare il vino per noi e gli amici, il mosto, odori e sapori che, fin da piccolissima mi hanno stregata. Mia madre: il cibo. In cucina dava il meglio di sé, mentre io mettevo il naso e le mani dappertutto. Nonno nel suo negozio di alimentari mi ha fatto conoscere i prodotti più tipici e genuini italiani; mio cugino era il più rinomato produttore di prosciutto crudo, un altro cugino conduceva una reputata trattoria sui Colli Berici, uno zio aveva una pizzeria a Malcesine sul Lago di Garda. E io apprendevo da tutti. Poi sono venuti i corsi di formazione, AIS, WSET, Università di Bordeaux. E lo studio della parola, come giornalista e scrittrice. FaccIo parte di numerose associazioni di settore ed è un onore oggi, con questo premio, entrare a far parte di ASET, come socia onoraria», commenta Piubello.

«Forse qualcuno penserà che in Italia ci sono troppi premi di cui si potrebbe anche fare a meno. Nel nostro caso il Premio, come questo che assegniamo oggi alla memoria del collega Kyle Philips, così prematuramente e ingiustamente scomparso, è in realtà uno strumento per leggere lo sviluppo del giornalismo EnoGastroAgroAlimentare anno dopo anno, i colleghi che lo esercitano, le tendenze che analizzano, le storie che raccontano. Quindi non è un premio alla semplice memoria, ma un modo concreto, per quanto possibile, di tenere in vita lo spirito professionale del collega cercando ogni anno di ritrovarne l’estro e la capacità professionale nel corpo e nel mestiere di altri giornalisti che con analoga tempra, indipendenza e autonomia di giudizio rinnovano il meglio della nostra professione, così come era nello stile dell’ottimo Kyle», sottolinea il Presidente di ASET Leonardo Tozzi.

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