Montalcino, i ViniEtici alla "prova" dell'Aset

I soci Aset sono stati invitati da ViniEtici a una degustazione che si è tenuta sabato 17 gennaio presso il Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello. La degustazione è stata introdotta da Filippo Ferrari, viticultore – non si tratta di un refuso – ed enologo che segue le aziende che fanno parte del gruppo. I vini in degustazione erano quelli della Tenuta Lenzini di Gragnano di Lucca, della Fattoria di Poggio Piano di Firenze, di Piombaia di Montalcino, di Tenuta Mordini di Albiano di Barga e di Andrea Scovero di Costigliole d’Asti. Fanno parte del sodalizio anche Cupelli di San Miniato, in provincia di Pisa e Vallarom di Masi d’Avio in provincia di Trento. Stiamo naturalmente parlando di vini da agricoltura biologica o biodinamica, e di un gruppo di giovani viticoltori che si sono uniti perché fermamente convinti che sia possibile oggi accostarsi all’agricoltura con un approccio diverso e con una visione più ampia. Promuovere la biodiversità, limitare l’uso della meccanica e della chimica, produrre vini che rispecchino fedelmente i vitigni e i territori di appartenenza: questi sono alcuni dei principi fondatori di ViniEtici, e la degustazione ha messo ampiamente in luce i progressi fatti in materia di viticoltura biodinamica anche – e soprattutto – in annate difficili. Ed è proprio questo che i vignaioli di ViniEtici volevano dimostrare: la capacità delle piante coltivate in regime di biologico o di biodinamico di reagire in maniera positiva di fronte ad andamenti climatici anomali come è stato il 2014. Peraltro, è probabile che da ora in poi di andamenti climatici anomali ne avremo sempre più spesso.

Incontro piacevolissimo e molto istruttivo, culminato poi in una cena buffet degna dei vini in degustazione. La cena è stata infatti preparata dal ristorante La Taverna del Pian delle Mura di Vivo d’Orcia, vero e proprio baluardo di cucina basata su prodotti biologici e biodinamici, prodotti esclusivamente di stagione e a km zero. Il tutto elaborato in ricette della tradizione, spesso di famiglia, come il giulebbe della nonna, il liquore prodotto con petali di rosa canina macerati in alcol che un tempo veniva offerto in occasione di battesimi e matrimoni. Cibi deliziosi e significativi, di quelli che fanno riflettere (www.vinietici.com, www.tavernapiandellemura.it).

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