Aset al forum sul giornalismo digitale a Firenze: informazione “a km 0”.

L’Aset ha partecipato al primo convegno nazionale sul giornalismo digitale di Firenze, organizzando un incontro sull’informazione enogastronomica nell’epoca del 2.0.

Stefano Tesi (presidente Aset): «Cresce l’attenzione del lettore per l’informazione on line, per questo servono regole per tenere ben separate le notizie dalla comunicazione». A Dig.it Aset ha avuto uno slot di un’ora per esporre il suo punto di vista sul tema nel settore dell’agroalimentare.

Dal produttore al consumatore. E’ così che l’Aset (Associazione stampa enogastroagroalimentare toscana) ha definito l’informazione on line. E’ successo a Firenze nel corso di Dig.it, il primo convegno nazionale dedicato alle tematiche del giornalismo on line. L’evento organizzato dall’Associazione Stampa Toscana in collaborazione con il sito di informazione Lsdi, il gruppo di lavoro sul giornalismo digitale Digiti e con il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Firenze e dell’Università degli Studi di Firenze, ha visto la partecipazione dell’Aset che ha preso parte a un modulo sul tema di “Enogastronomia: come è cambiata l’informazione di settore con l’avvento della rete?”
«Il giornalismo enogastronomico è quello in cui, forse più di tutti, la rete si è dimostrata capace di influire direttamente sull’orientamento dei consumatori e, quindi, sul successo dei prodotti. In questo contesto – ha spiegato il presidente di Aset, Stefano Tesi – il ruolo della corretta informazione diventa però centrale nel tenere separati i fatti dalle opinioni, le notizie dalla pubblicità». Un bene da un lato, ma che deve essere regolarizzato per non sfociare dall’informazione alla pubblicità.
L’Aset ha messo in campo alcuni giornalisti soci per affrontare da quattro punti di vista il tema della comunicazione del settore attraverso i nuovi media. Per esempio si è parlato dei “Vizi e virtù del blogging” con il caso di Intravino, tra i blog più seguiti nel settore del vino. «Se i presupposti dei blog in questo settore erano quelli di coinvolgere il consumatore – ha spiegato il blogger Andrea Gori – in realtà la rete ha concesso la parola, senza però una giusta moderazione al punto che oggi questi spazi rischiano di essere un contenitore che in pochi usano per esaltare le proprie teorie spesso lontanissime dal concetto di informazione verso il consumatore».
Il blog però può essere un mezzo in più in un concetto di informazione a rete in rete, come ricorda Giovanni Pellicci, direttore di una rivista cartacea, I Grandi Vini, e allo stesso tempo curatore del network “Wine station” che spazia dal blog, alla radio, fino a internet. «La rete è una grande opportunità per tutti – ha detto Pellicci – e soprattutto può garantire risultati importanti a costi relativamente bassi, c’è però bisogno di dare al consumatore un’informazione trasparente».
In questi anni è stato possibile anche per le aziende comunicare direttamente con il proprio interlocutore, il consumatore, attraverso internet. Ecco allora la figura dell’”enogastropierre”. «Il 2.0 deve aiutare la professione a mantenere i contatti relazionali – sottolinea Riccardo Gabriele, enogastropierre appunto e Vicepresidente di Aset – ma è sempre necessario affiancare ad essa l’esperienza diretta sul luogo e con il prodotto. Questo è un valore aggiunto che non tramonta mai».
L’Aset è un’associazione nata in Toscana nel 2012 per volere di alcuni giornalisti del settore. Tra le finalità di Aset quella di costituire un punto di riferimento per servizi, aggiornamenti, approfondimenti, opportunità di incontro e collaborazione tra i colleghi attivi nel settore dell’agroalimentare e dell’enogastronomia. Sul sito www.asettoscana.it informazioni sulla professione e sulle iniziative.

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